Modificazione della qualit� di vita dei bambini cerebropatici affetti da GERD sottoposti a fundoplicatio gastroesofagea
UO di Chirurgia e Urologia Pediatrica, IRCCS �Burlo Garofolo�, Trieste
Indirizzo per corrispondenza: federico.poropat@libero.it
Modifications of the Quality of Life of impaired children with GERD after gastro-esophageal fundoplication
Keywords
Cerebral palsy, Quality of life, Fundoplication
Summary
Objective. Many children with Cerebral Palsy (CP) have gastro-esophageal reflux disease (GERD) and a gastroesophageal fundoplication is done in the majority of these cases. Our aim was to evaluate how Quality of Life (QoL) of impaired children changes after the surgery and the impact on life of patient�s family.
Methods. We enlisted 24 children with CP and GERD who had a fundoplication at IRCCS �Burlo Garofolo� in Trieste (Italy) between 2000 and 2006, and sent them a questionnaire divided in two parts: the first one evaluated the modification of symptoms and signs of reflux after the surgery (GERD-HRQoL-Velanovich� test), the second one focused on the general QoL of the family (WHQoL-BREF).
Results. 18 families completed the questionnaire. The average time between surgery and enlistment in the study was 2 years and 2 months. The general health status got better after the surgery in the 67% of the sample, all children gained their weight, the symptoms improved (heartburne and regurgitation much more than cough and respiratory distress) in the majority of the children; the patients� QoL improved in the 40% of them, but single abilities as social activities or sport didn�t get better; the QoL of parents improved in the 77% of the sample, negative thoughts and depression feelings were more rare.
Conclusion. Almost all parents (93%) were satisfied with the fundoplication because it has improved their QoL as well as, indirectly, improved the life of their children..
Introduzione
metodi
discussione
risultati
conclusioni
bibliografia
T. � una bambina di 9 anni affetta da paralisi cerebrale infantile. Arriva alla nostra attenzione per una lunghissima storia di polmoniti ricorrenti, difficolt� di alimentazione con accessi di tosse e crisi di pianto, che l�hanno portata a uno stato di malnutrizione severo (si trova ben al di sotto del 3� centile del peso). Nel suo passato ci sono stati diversi episodi di ematemesi. Data la patologia neurologica e il forte sospetto diagnostico di malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) viene sottoposta a una EGDS e un pasto baritato che confermano l�ipotesi iniziale.
Dopo un�iniziale terapia medica con antiacido senza un reale miglioramento del quadro, si prende in considerazione l�intervento di fundoplicatio gastroesofagea.
I genitori, allarmati dall�idea di un�operazione chirurgica, ci chiedono per� quali effettivi vantaggi porti tale intervento nella gestione quotidiana della bambina, quale sar� l�impatto nella vita di T., insomma in termini medici si potrebbe dire che ci interrogano sul rapporto costo/beneficio della soluzione chirurgica.
Proprio dalla domanda dei genitori di T. nasce questo studio, che ha l�intento di valutare l�efficacia della plastica gastroesofagea nei bambini con PCI e GERD non rispondente alla terapia medica, focalizzandosi sull�impatto che la fundoplicatio ha sulla qualit� di vita (QoL) dei pazienti e dei loro genitori, sia nell�ambito pi� strettamente clinico sintomatologico che in alcuni aspetti psicologico-sociali.
Introduzione
Il bambino cerebropatico e la sua famiglia trovano nell�alimentazione uno dei principali problemi della gestione quotidiana, tanto che quasi la met� del tempo trascorso da svegli viene impiegato per l�alimentazione1. Il momento del pasto, infatti, rappresenta spesso un evento molto delicato, caratterizzato da accessi di tosse, pianto, vomito, fino a determinare talvolta una vera avversione al cibo da parte del bambino. Le cause di queste difficolt� sono molteplici e spesso coesistenti: dipendono dai disturbi della deglutizione, dalla dismotilit� esofagea, dalla gastroparesi, dall�atonia duodenale, dal sovvertimento delle strutture anatomiche (la scoliosi)2. Tutte queste condizioni, poi, possono essere concausa di un reflusso gastroesofageo patologico che si pu� manifestare con disfagia, calo ponderale, pirosi, ma anche polmonite ab ingestis o episodi di apnea che peggiorano ulteriormente il quadro patologico di base3,4. Per capire quanto stretta sia la correlazione tra malattia da reflusso e paralisi cerebrale infantile, basti ricordare che quasi il 75% dei bambini cerebropatici soffre di GERD e che il 90% dei pazienti che necessitano di un intervento medico-chirurgico per GERD dopo il primo anno di et� sono bambini con danno neurologico o malformazioni esofago-gastriche2.
La terapia chirurgica del reflusso non � un intervento di prima scelta, ma viene presa in considerazione dopo la mancata risposta alla terapia medica. Le tecniche operatorie usate sono principalmente tre, oggi eseguite in laparoscopia: la fundoplicatio secondo Nissen (in cui il fondo gastrico viene mobilizzato in modo da avvolgere l�intera circonferenza esofagea), secondo Toupet (in cui il fondo gastrico avvolge posteriormente 2/3 della circonferenza esofagea) e secondo Thal (in cui il fondo gastrico avvolge anteriormente la parete esofagea). Tutte e tre le tecniche prevedono anche la iatoplastica e il posizionamento dell�esofago distale in sede intraddominale. Sostanzialmente questi interventi sono sovrapponibili per efficacia, per cui la scelta � dettata esclusivamente dal quadro anatomo-clinico di partenza5,6.
Nei bambini cerebropatici l�algoritmo decisionale per la terapia chirurgica del reflusso si concentra su tre aspetti clinici: il percentile del peso, la presenza di sintomi respiratori, il quadro generale (il dolore, l�agitazione). Nei bambini in cui predomina la malnutrizione, il primo intervento indicato � il posizionamento della gastrostomia, al fine di recuperare il peso; poi, nel tempo, si valuter� l�eventuale insorgenza del reflusso, che per altro si verifica all�incirca nel 15% dei portatori di PEG7. Se invece la compromissione generale o i quadri atipici predominano, si tende a effettuare in prima battuta la fundoplicatio e poi ci si d� un tempo d�attesa, in base alla risposta terapeutica all�intervento, per l�eventuale confezionamento della gastrostomia. Infine, nei bambini in cui vi � sia un basso peso sia delle condizioni generali scadenti con frequenti sintomi respiratori, si effettua la PEG e la fundoplicatio nella stessa seduta operatoria.
Metodi
Il campione dello studio � costituito da 24 bambini affetti da PCI e GERD, sottoposti a fundoplicatio gastroesofagea presso l�Unit� Operativa di Chirurgia Pediatrica dell�IRCCS �Burlo Garofolo� di Trieste tra il 2001 e il 2007.
Questa coorte di pazienti � stata suddivisa in tre sottogruppi, a seconda della strategia chirurgica adottata:
bambini senza difficolt� di alimentazione e con GERD, sottoposti alla fundoplicatio (8 pazienti)
bambini con difficolt� di alimentazione e GERD, operati di fundoplicatio e PEG (7 pazienti)
bambini gi� portatori di PEG che, avendo sviluppato GERD, sono stati sottoposti a fundoplicatio (9 pazienti)
La
valutazione della qualit� di vita � stata effettuata
attraverso l�uso di un questionario organizzato in due parti.
La prima, che faceva riferimento al GERD HRQoL-test di Velanovich
adattato alla popolazione pediatrica, specifico per la malattia da
reflusso, indagava il
diffic. alimentazione sensaz. negative Il
questionario � stato spedito alle famiglie e requisito
fondamentale per accedere allo studio � stata la firma del
consenso informato per il trattamento dei dati personali (D.Lgs
196/2003). Hanno
risposto alle domande 18 genitori su 24 (75%); 3 dei non responder
contattati telefonicamente si sono definiti incapaci di valutare le
condizioni del figlio; un bambino � morto per cause non
dipendenti dall�intervento. Il questionario � stato
sempre compilato dalle madri. L�et�
media dei pazienti era 13 anni e 2 mesi, con un range dai 5 ai 29
anni; 7 femmine (38%) e 11 maschi (62%). L�intervallo
medio di tempo tra l�intervento e la valutazione del QoL �
stato di 2 anni e 2 mesi, con una variabilit� dai 7 mesi ai 5
anni. L�elemento
che si mostra con maggior chiarezza in tutti e tre i sottogruppi �
l�incremento ponderale, con un miglioramento dello stato
nutrizionale, pi� marcato nei i bambini sottoposti, nella stessa
seduta operatoria, a fundoplicatio e PEG (Figura 1). Figura
1. Incremento percentuale del peso nei tre gruppi. Da quanto
emerge nel questionario, il quadro clinico generale dei bambini del
primo gruppo � migliorato nel 67% del campione e, nello
specifico, i sintomi legati al GERD si sono ridotti in intensit�,
fino a scomparire in alcuni bambini: questo vale per la pirosi, il
rigurgito post-prandiale e notturno, le crisi di pianto, gli episodi
di cianosi durante i pasti. Il
sintomo che meno risulta essersi attenuato con la terapia chirurgica
� stato la tosse, anzi, un bambino ha lamentato persino un
peggioramento del quadro respiratorio. Nella valutazione del QoL, se
da un lato l�80% del campione ha percepito un miglioramento
nella propria vita, dall�altro tutti i genitori sono stati
concordi nel negare di fatto un reale aumento delle competenze
psico-relazionali del figlio. Nel
secondo gruppo le condizioni generali sono migliorate nel 71% dei
casi e, come nei pazienti in cui era stata confezionata solo la
fundoplicatio, i sintomi gastrointestinali tipici si sono attenuati
in quasi tutti i bambini, ma anche la tosse e le difficolt�
respiratorie. La stipsi � rimasta invariata. Per il 71% delle
madri, la propria qualit� di vita � migliorata in
seguito all�intervento, con una miglior capacit� di
concentrazione, pi� energie, un sonno riposante,
un�interazione sociale pi� appagante nella maggior parte
del campione; inoltre, quasi la met� ha ritenuto che anche il
QoL dei figli sia migliorato, ma non negli aspetti sportivo-motorio
e relazionali. Nel terzo
gruppo il quadro clinico generale � migliorato nell�80%
dei bambini: la pirosi e il rigurgito si sono ridotti in frequenza e
intensit�, gli episodi di pianto ai pasti non si sono pi�
presentati in 2/3 dei pazienti; la stipsi � rimasta invece un
problema per l�intero campione. I problemi respiratori, gli
accessi di tosse ai pasti e la cianosi si sono attenuati nella met�
dei bambini e, in un caso, lo stesso il cui quadro clinico generale
non pareva essere migliorato e che poi, sottoposto a visita medica, ha
rilevato una recidiva del reflusso, vi � stato un aggravamento
dei sintomi polmonari e comparsa di ipersalivazione. Il QoL dei genitori
� migliorato nell�80% delle madri e in una minima parte
dei figli (Figura 2 e Figura
3). Figura
2. Andamento del QoL dei genitori dopo l�intervento nei 3
gruppi. Figura
3. Andamento del QoL dei figli dopo l�intervento nei 3
gruppi. Figura
4. Durata media dell�alimentazione Un domain
specifico del questionario valutava infine la difficolt� di
alimentazione. All�inizio
della ricerca si era stabilito che il modo pi� semplice per
quantificare questa difficolt� fosse la durata media del
pasto. Sulla base delle informazioni pre-operatorie, questo �
risultato essere mediamente di 45 minuti (un caso indicava un tempo
superiore alle 2 ore) e, comunque, in tutto il campione, eccetto un
caso, richiedeva pi� di mezz�ora. Al termine del
follow-up, met� dei bambini hanno ridotto il tempo necessario
per la nutrizione a meno di 30� e un po� pi� di
1/3 ha riscontrato un giovamento parziale dopo la fundoplicatio. Due
pazienti, causa il progredire della patologia neurologica
sottostante, hanno rinunciato completamente all�alimentazione
per os, affidandosi esclusivamente alla PEG (Figura
4). L�ultima
valutazione chiesta ai genitori riguardava il grado di soddisfazione
e l�utilit� dell�intervento: 14 madri
su 15 che hanno risposto hanno considerato la fundoplicatio un
intervento terapeutico efficace o molto efficace. Da quanto
emerge dai risultati, non sembrano esserci macroscopiche differenze
tra i tre gruppi valutati. � importante evidenziare fin da
subito il principale risultato di
questo studio, che era poi la risposta alla domanda che i genitori di
T. ci ponevano: il rapporto costo/beneficio della fundoplicatio per
la loro bambina. Due dati emergono nettamente sugli altri: la
soddisfazione della quasi totalit� dei genitori nei confronti
dell�intervento, tanto da consigliarlo ad altre famiglie con
figli nella stessa situazione e il miglioramento del loro QoL: il 77%
di loro ha avuto un giovamento nella propria qualit� di vita,
con attenuazione dei pensieri negativi, quali tristezza e abbandono,
e nuove energie per andare avanti. D�altro canto per�
bisogna sottolineare anche che l�impatto sulla vita dei bambini
non � stato in realt� della stessa forza: solo il 40%
dei genitori ha riscontrato un effettivo miglioramento nell�esistenza
dei bambini e praticamente in tutti i pazienti le abilit�
sociali e motorie sono rimaste invariate, non essendo comunque
l�intervento in grado di modificare il persistere della
malattia neurologica di base. Questa
netta discrepanza tra QoL dei genitori e QoL del figlio � in
linea con quanto riportato dalle pubblicazioni internazionali, dove si
sottolinea che di fatto i principali benefici della fundoplicatio
vanno a rinforzare il benessere dei genitori pi� che le
competenze specifiche dei figli, ma non per questo l�utilit�
di tale intervento deve essere inficiata 8,9,10. Infatti, �
importante sottolineare come un miglioramento della qualit� di
vita percepita dai genitori, associata alla semplificazione della
gestione quotidiana dei bambini, inevitabilmente si pu�
riflettere in un miglioramento della vita dei piccoli pazienti,
offrendo al nucleo famigliare la possibilit� di concentrarsi
maggiormente sulle necessit� del bambino piuttosto che su
quelle della malattia, permettendo di vivere, nei limiti del
possibile, un�esistenza pi� normale e di impiegare il
tempo risparmiato in attivit� stimolanti, dal gioco alla
possibilit� di uscire dalle mura domestiche. Un altro
importante risultato da porre in evidenza � il generale
miglioramento del quadro nutrizionale. Nell�intero campione � stata
riscontrata una netta crescita ponderale, inevitabilmente
pi� marcata nei pazienti operati sia di PEG che di
fundoplicatio, avendo risolto sostanzialmente nella stessa seduta
operatoria i propri problemi alimentari alla radice. Il valore
numerico in s� non ha nessun significato scientifico se non
altro perch�, da un lato, i bambini hanno et� diverse,
per cui velocit� di crescita e di incremento ponderale molto
differenti, e, dall�altro, perch� la durata del
follow-up non � sovrapponibile nei singoli casi (il range,
abbiamo detto, varia dai 7 ai 60 mesi). Ciononostante, tenendo a mente
l�incremento assoluto del peso e la notevole riduzione della
durata media dei singoli pasti, anche questi dati devono essere presi
in considerazione per una valutazione di insieme dell�utilit�
della fundoplicatio. Per
quanto riguarda il quadro clinico, la sintomatologia �
sostanzialmente migliorata in tredici (72%) dei 18 bambini,
un�effettiva guarigione dalla malattia si � riscontrata
in una minoranza del campione e solo alcuni singoli sintomi sembrano
essere scomparsi nella maggior parte dei pazienti (in particolare il
rigurgito e la pirosi), in linea con quanto descritto nella
letteratura dove si stima addirittura che il 59-78% dei pazienti
operati continua a lamentare sintomi, sebbene molto
attenuati11,12,13. Inoltre, bisogna aggiungere che, tra tutti i bambini
che continuavano a lamentare il permanere della sintomatologia, uno
solamente ha poi visto confermata la diagnosi di recidiva di reflusso
documentata con le indagini strumentali. Il
coinvolgimento respiratorio sembra essere il quadro clinico che meno
beneficia della fundoplicatio: la tosse e la difficolt�
respiratoria hanno continuato a disturbare cinque (39%) dei 13
bambini che ne soffrivano e in due casi � perfino peggiorata.
D�altra parte, i problemi che stanno alla base delle complicanze
respiratorie nel cerebropatico sottendono diversi aspetti della
malattia di base, da un lato sicuramente il reflusso patologico, ma
dall�altro la dismotilit� esofagea, l�incoordinazione
della deglutizione, l�inadeguata espansione toracica, la
scoliosi. L�intero
articolo sarebbe potuto essere riassunto dall�ultima risposta
data dalle famiglie in merito all�efficacia dell�intervento
e dalla piena soddisfazione che hanno dimostrato. La
complessit� del contesto in cui si va a operare, le numerose
variabili che contribuiscono alla manifestazione dei sintomi e
talvolta la difficolt� di valutare l�effettiva efficacia
della chirurgia rendono ancora oggi molto acceso il dibattito attorno
all�utilit� di eseguire interventi invasivi in bambini
che spesso sono molto debilitati ab initio. Diversi lavori, attraverso
review sistematiche della letteratura, hanno cercato di mettere
l�ultima parola sull�importanza o la pericolosit�
di tali interventi, ma per l�insufficienza di dati o le
conclusioni contradditorie non sono stati in grado di dare una linea
guida generalmente accettata14, in qualche modo incrementando quelli
che sono i dubbi delle famiglie, che spesso percepiscono questi
interventi come accanimenti medici, in parte determinati anche dalla
differenza tra la definizione dei bisogni dei bambini percepiti dai
genitori rispetto a quelli percepiti dai medici. Un esempio di questa
divergenza di vedute, o di priorit�, � dato dalla
diversa valutazione che viene data all�incremento del peso,
visto da alcune famiglie non come un passo verso il miglioramento del
quadro clinico generale, ma come un intervento superfluo se non
addirittura di ostacolo nella gestione quotidiana, corrispondendo a
un guadagno ponderale un aumento del peso per chi deve sollevare o
cambiare questi pazienti15. � pertanto doveroso sottolineare
come risulti essere una volta di pi� fondamentale l�esistenza di un buon dialogo
tra il medico e la famiglia, al fine di raggiungere una pianificazione
terapeutica il pi� soddisfacente possibile. Da quanto
emerge in questo articolo, il dato pi� importante � la
soddisfazione delle famiglie nei confronti dell�intervento: il
93% di loro lo ha ritenuto efficace per migliorare la gestione
quotidiana del bambino. La patologia neurologica alla base permane e
continua a produrre i suoi effetti, il controllo sul quadro clinico
del reflusso � buono, la ripresa nutrizionale �
innegabile, la qualit� di vita dei genitori ne trova
giovamento. Il punto debole della fundoplicatio resta il controllo
dei sintomi respiratori che possono accompagnare la GERD, che
possono essere anche espressione di altre problematiche frequenti del
bambino cerebropatico. In
conclusione, sebbene non risolutiva in alcuni casi, la fundoplicatio
sicuramente pu� essere collocata in quello che � il
percorso indicato nella Convenzione sui Diritti del Bambino per la
medicina nel paziente con disabilit�, cio� garantirgli
�il diritto di vivere una vita quanto migliore possibile�. Bibiliografia 1.Nutrition
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Quadro clinico Qualit� della vita Sintomi Segni Genitore Bambino bruciore cianosi concentrazione integraz. scolastica delutizione ematemesi energie integraz. rieducat. rigurgito gengivite informazioni integraz. sportiva pianto carie sonno integraz. relazionale ipersalivazione stipsi vita sociale tosse peso lavoro diffic. respiratoria tempo libero eruttazione aiuto diffic. alimentazione sensaz. negative
Risultati




Discussione
Conclusioni
