Un buon motivo per non crescere
Clinica Pediatrica, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
Indirizzo per corrispondenza: marchetti@burlo.trieste.it
La storia
A., 9 mesi, giunge alla nostra osservazione per un quadro non spiegato di anoressia ed arresto della crescita.
Figlio unico, nato a termine da parto eutocico con peso di 2875 g (10� centile) e lunghezza di 48 cm (10� centile); gravidanza con ipertensione gravidica. Per i primi 2 mesi allattamento esclusivo al seno, poi con formula con crescita inizialmente ottimale.
Poco dopo l'inizio dello svezzamento A. aveva iniziato a rifiutare dapprima i cibi solidi, poi anche il latte e a volte dopo i pasti vomitava. L'alvo era inoltre diventato tendenzialmente stitico e stranamente negli ultimi tempi aveva iniziato a bere abbondanti quantit� di acqua e camomilla.
Il rifiuto alimentare era coinciso, come atteso, con un importante caduta nella curva dei centili: in 4 mesi era passato infatti dal 50� al 3� centile per il peso e dal 50� al 25� per l'altezza.
A una prima valutazione ambulatoriale in altra sede era stata fatta diagnosi di infezione delle vie urinarie (IVU) per riscontro di leucocituria e di colonie di Proteus all'esame urine, peraltro in assenza di febbre, e con PCR negativa.
Erano risultate nella norma la glicemia, l'azotemia, la cretininemia, gli elettroliti sierici, le proteine totali e le immunoglobuline; la ricerca degli Ab antigliadina IgG era risultata positiva.
Era stata avviata quindi terapia con cefalosporina orale per 5 gg (ceftibuten) prima e poi, per il persistere di leucocituria, con amoxicillina + acido clavulanico.
Ma eccoci dopo 14 giorni di antibiotico: la sintomatologia non � migliorata e A. non si presenta in buone condizioni generali: � pallido, molto magro. Lo sviluppo neuromotorio appare nella norma anche se ultimamente i genitori descrivono il bambino come pi� apatico, meno reattivo.
