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Editoriali sui contributi originali

Ottobre 2002

Autismo e intestino: anche celiachia?

G. Gambino, P. Di Stefano

AUSL N° 6 -DIPARTIMENTO PEDIATRICO"AIUTO MATERNO" Palermo

Risposta alcommento di T. Not sulla ricerca "Sindromi autistiche e patologia gastrointestinale"

(vedi anchecommento di A. Tommasini)

Gentilissimo Prof.

Ringraziandola per la nota espressa in merito all'articolo sulle interconnessioni autismo-celiachia Giugno 2002 vorremmo puntualizzare alcuni aspetti del followup a distanza sul campione in esame.

In primo luogo, è necessario sottolineare che la notevole selettività alimentare (importante consumo di prodotti a base di glutine) è una turba del comportamento oro-alimentare spesso presente nella storia dei bambini autistici poi diagnosticati come celiaci.

Il followup a distanza dei bambini autistici celiaci sottoposti a regolare dietoterapia priva di glutine, in assenza di altra farmacoterapia, mette in evidenza (attraverso l'uso di specifiche scale di valutazione), già a partire dal primo anno dall'inizio della dieta, una riduzione significativa della instabilità psicomotoria e attentiva con incremento delle capacità di interazione e di comunicazione (verbale o extraverbale ), una riduzione dei disturbi del sonno (n° risvegli notturni accompagnati da ipereccitabilità e stereotipie), riduzione degli episodi di agitazione psicomotoria diurna.

La modalità di presa in carico sistemica ha permesso, pertanto, un certo tipo di condotta terapeutica, sostanzialmente la razionalizzazione dell'uso di psicofarmaci, ed un migliore supporto al lavoro riabilitativo di tali disturbi neuropsichiatrici.