Bilinguismo precoce e impatto sullo sviluppo cognitivo e sociocognitivo
Per approfondire: Centro per la Salute del Bambino � ONLUS http://www.csbonlus.org/?CONTENT=NEWS&newID=87
Ci � sembrato importante far conoscere due revisioni in merito alla questione degli effetti del bilinguismo precoce e curate rispettivamente da Ellen Bialystok (Second language/bilingualism at an early age with emphasis on early cognitive developmennt) e da Elena Nicoladis, Monique Charbonnier e Anamaria Popescu (Second language/bilingualism at an early age with emphasis on early socio-cognitive and socio-emotional development) della York University in Canada. Trattandosi di revisioni di pi� studi, non sono accompagnate dall�abituale scheda di approfondimento. Gli effetti del bilinguismo precoce sullo sviluppo dei bambini hanno costituito a lungo un fattore di preoccupazione per genitori ed educatori sulla base della opinione, un tempo prevalente, che questo potesse interferire con lo sviluppo cognitivo e linguistico e le performance scolastiche.
Tale punto di vista � stato completamente capovolto in uno studio (Elizabeth Peal e Wallec E. Lambert. The relation of bilinguism to intelligence. Psychology Monographs 1962: vol 76:27) che ha dimostrato una generale superiorit� dei bilingui rispetto i monolingui in un ampio raggio di prove di intelligenza e risultati scolastici. La questione � diventata oggi ancora pi� importante in quanto i paesi sono diventati in parte significativa multiculturali e multilingui, le scuole sono frequentate da un numero crescente di bambini per i quali la lingua prevalente del paese ospite non � la loro madrelingua. Quindi � necessario che sia i genitori che gli operatori della salute e gli educatori conoscano le varie sfaccettature del problema e le sue implicazioni pratiche. Gli studi a cui si riferiscono le revisioni (l�una dedicata prevalentemente agli aspetti cognitivi e l�altra agli aspetti socio-emozionali, e tuttavia presentate assieme per evitare ridondanze e facilitare la lettura) sono stati condotti su bambini degli anni prescolastici o dei primi anni di scuola primaria. Con lo scopo di dare una risposta a quattro quesiti fondamentali: 1) ci sono differenze tra bambini monolingui e bilingui nello sviluppo cognitivo? 2) ci sono differenze tra bambini monolingui e bilingui nelle loro capacit� di comprendere i bisogni comunicativi degli altri? 3) come possiamo spiegare queste differenze? 4) esistono differenze anche per quanto riguarda lo sviluppo del linguaggio emotivo?
I risultati degli studi disponibili in proposito cos� come riassunti dagli Autori delle revisioni indicano che:
1) i bambini bilingui tendono ad avere un vocabolario pi� ridotto in ciascuna lingua rispetto ai bambini monolingui, tuttavia non solo questa differenza tende a scomparire nel tempo, ma la comprensione della struttura linguistica - nota come consapevolezza metalinguistica - � altrettanto buona o migliore. Inoltre i bilingui raggiungono punteggi pi� altri in vari test di abilit� cognitiva, in particolare quelli che riflettono la flessibilit� mentale, la capacit� di risolvere problemi, la capacit� di distinguere fra somiglianze fonetiche e somiglianze semantiche. Una delle possibili spiegazioni per questo vantaggio � che i bambini bilingui devono imparare a ridurre le interferenze tra i due linguaggi arricchendo quindi le funzioni cerebrali relative. Inoltre il bilinguismo allena i bambini a focalizzare la loro attenzione sulle diverse variabili del contesto. Queste competenze rappresentative possono aiutare i bambini nella comunicazione; ad esempio, conoscere due o pi� parole che definiscono lo stesso concetto aiuta i bambini a comprendere che le cose possono essere rappresentate in pi� di un modo e quindi a migliorare la comprensione dei punti di vista altrui.
2) In ogni caso l�acquisizione delle competenze di literacy in questi bambini dipende dalla relazione esistente tra le due lingue, risultando diversa a seconda che le due lingue abbiano strutture simili, ad esempio inglese e francese, nel qual caso l�acquisizione del vocabolario sar� pi� rapida, o completamente diverse, come il cinese e l�hindi. Gli studi si riferiscono prevalentemente al primo caso, tendendo a evidenziare che quando le due lingue sono completamente diverse si attenuano sia i pochi svantaggi che i molti vantaggi, ma la ricerca � ancora insufficiente a trarre conclusioni. Gli effetti migliori si ottengono in ogni caso quando effettivamente si tratti di acquisizione contemporanea di due lingue, che vengono quindi parlate al bambino sin dalla nascita o comunque nei primi due-tre anni di vita, e non l�una appresa successivamente all�altra. Importante � anche l�atteggiamento sia all�interno della famiglia che nella comunit� (scuola ecc.) nei confronti delle due lingue poich� l�effetto � tanto migliore quanto entrambe le lingue sono valorizzate. E� infine ovvio che le competenze in ciascuna lingua possono cambiare nel tempo in rapporto all�esposizione alla stessa lingua. Tutto questo porta a raccomandare la massima attenzione a considerare tutti questi fattori di contesto quando ci si trovi a valutare un bambino in un contesto multilingue. Va anche ribadito che per quanto riguarda le performance scolastiche queste dipendono primariamente dalle competenze acquisite nel linguaggio in cui avviene l�istruzione, cosa che va presa in considerazione all�atto della valutazione delle reali competenze e potenzialit� di questi bambini.
3) L�impatto sullo sviluppo socio-emotivo � stato oggetto di molta minore attenzione. Esistono delle ricerche recenti che dimostrano l�impatto sulla comprensione delle emozioni in relazione allo sviluppo del linguaggio degli adulti e quindi sarebbero utili ulteriori studi in questa direzione. Pu� avere inoltre una certa importanza pratica essere coscienti del fatto che le memorie codificate nella lingua materna sono emotivamente pi� forti e che la memoria di (e la capacit� di riferire) specifici eventi � legata in qualche modo al contesto linguistico in cui tali eventi si sono verificati. Certo � che i bambini bilingui capiscono pi� facilmente che un problema di comunicazione pu� essere dovuto ad un problema di comprensione linguistica e, come si � detto, che esistono modi diversi di rappresentare le cose.
Conclusioni
Le ricerche effettuate dimostrano che il bilinguismo precoce costituisce una esperienza significativa con degli effetti di rilievo sullo sviluppo del bambino. L� aspetto pi� significativo � che il bilinguismo, qualora reale e supportato dal contesto famigliare e sociale, � una forza positiva che migliora lo sviluppo cognitivo e linguistico, migliora la capacit� dei bambini di risolvere problemi e, cosa ancora pi� interessante, migliora lo sviluppo socio-cognitivo nel senso che facilita la comprensione delle differenze e delle altrui prospettive, incluse le difficolt� di linguaggio.
Per chi � il messaggio
Per i pediatri e altre figure professionali dedicate all�infanzia, per gli educatori e per coloro che sono responsabili delle politiche generali dell�istruzione e dell�educazione: � evidente che i risultati di questi studi dimostrano che i genitori possono essere incoraggiati a parlare la loro madrelingua a scuola e nel contempo ad esporre i loro bambini alla lingua prevalente del paese ospitante. Tutto questo in un�ottica di valorizzazione non solo di entrambe le lingue ma anche delle identit� culturali che le hanno generate. Per coloro che si occupano di diagnosticare eventuali ritardi e disturbi specifici dell�apprendimento, tali studi fanno derivare la raccomandazione di tener conto dei possibili iniziali ritardi nell�acquisizione del vocabolario in una o entrambe le lingue, soprattutto se questa non � stata appresa fin dai primissimi anni e se in qualche modo non � sorretta dal contesto famigliare o viceversa da quello scolastico. Tutto questo anche alla luce delle differenze di cui si � detto tra lingue che hanno simili strutture linguistiche e lingue che invece sono sostanzialmente diverse. Psicologi eventualmente chiamati ad affrontare aspetti psicosociali dovranno infine tener conto dell�impatto del bilinguismo sulla capacit� di esprimere emozioni attuali e riferite al passato.
Giorgio Tamburlini
