Un pisellino rosso
Pediatra Ospedaliero, Agnone
Sono un pendolare: lavoro nella Pediatria dell'Ospedale regionale ma vivo in montagna, in un paese doce c'� l'Ospedale ma manca il pediatra di base. Mi capita spesso, quindi, di essere chiamato a visitare qualche piccoletto che sta male.
Questa volta si tratta di un lattante di 3 mesi che piange disperatamente da circa un'ora. Ha sofferto di coliche, � allattato artificialmente, i genitori sono giovani, spaventati e inesperti. Mi sembra sofferente e lo visito con cura, nudo cos� come si deve. Tutto negativo, anche un'esplorazione rettale che faccio forse per eccesso di zelo per sedare la mia costante preoccupazione di �toppare� un'invaginazione. Tutto negativo, ma piange come un ossesso. E' mezzanotte. �Cinque gocce di alginor e una supposta di tachipirina ma, se continua a piangere o succede qualcosa di strano, chiamatemi. In ogni caso ci sentiamo domani�.
Il giorno successivo, dopo il solito briefing con gli amici in edicola - l'acquisto del quotidiano � un rito fatto di battute, commeti, sfott�, litigate - mi ricordo del piccolino e, visto che abita l� vicino, torno a vederlo. Il lattante che piange, l'ho gi� detto, mi turba sempre un po'. �Vi avrei chiamato, dottore. Non piange pi� ma ha la febbre�. Vado a prendere la borsa, lo rivisito, stavolta dalla cintola in su, le membrane timpaniche sono davvero iperemiche e, tranquillizzato, concludo: �Ha le orecchie rosse, forse � un'otite�. E' piccolino: niente vigile attesa, prescrivo amoxicillina. �In ogni caso mi faccia sapere� e parto per il capoluogo dove (pomeriggio-reperibile-mattina) rester� per due giorni.
La mattina del giorno dopo la madre mi chiama, non molto allarmata: �Dottore, tutto bene. Non ha pi� febbre, non piange, ha solo il pisellino un po' rosso�. Il pisellino. Ma che sar� mai? Non ha la febbre, non piange, sta bene. Comunque domani me lo faccia vedere�.
E' passato un altro giorno. Solito meeting in edicola, spesa al discount (un'altra delle mie passioni); mentre rincaso, chi incontro? La madre del lattante che se lo porta a spasso, beato, nella carrozzina. �Andiamo a casa, signora, mi faccia vedere questo pisellino�. Appena tolto il pannolino, mi sento gelare. L'emiscroto di destra � rosso, tumefatto. Il testicolo � notevolmente ingrandito, duro-elastico, dolente alla palpazione, bozzuto. Spiego alla mamma che la faccenda � serie e li mando di corsa alla Chirurgia Pediatrica pi� vicina (per modo di dire, sono quasi due ore di macchina).
Lo operano d'urgenza, con poche speranze di salvare il testicolo. Il chirurgo mi dir� che non era una torsione ma �forse� un'orchite. In ogni caso decidono di non asportare il testicolo, ma lo lasciano in sede. Fanno antibiotici parenterali e cortisone.
Per un anno e pi�, quando incontro i genitori per strada si voltano dall'altra parte. Anche la cassiera del discount (� la zia) mi guarda in tralice. Per non parlare della nonna. Ce l'hanno con me. Forse hanno ragione. Perch� al controllo non l'ho visitato tutto e mi sono accontentato di diagnosticare un'otite inesistente (con tutti quei pianti le membrane timpaniche si arrossano per forza)? Forse no: se la madre avesse detto pane al pane, �palline� al posto di �pisellino� avrei pensato a uno scroto acuto, sarei stato pi� tempestivo.
E chi mi dice che la mattina l'obiettivit� non fosse ancora negativa? E poi: non piangeva pi�, non era sofferente, stava bene! Forse invece s�: un arrossamento del tutto fuori posto del pisellino, che ci azzeccava? Non avrei dovuto approfondire, �interpretare� meglio quello che la madre mi diceva?
Poi, lavorando nell'ambulatorio pediatrico dell'Ospedale del mio paese, mi capita di rivisitare il piccolo, che nel frattempo � cresciuto molto bene. E' venuto per un raffreddore, ma lo visito tutto e naturalmente vado subito a guardare lo scroto. I testicoli sono apparentemente normali, quello di destra � perfettamente simmetrico al controlaterale. Si sar� salvato? Lo spero proprio. Intanto i genitori, la cassiera e la nonna hanno ripreso a salutarmi.
