Striscia... la notizia
a
cura di Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Presidio
Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di
Pediatria
2Redazione
di Medico e Bambino
Indirizzo
per corrispondenza:brunoi@burlo.trieste.it;
alessandra.perco@gmail.com
Striscia...la
notizia
Clandestina
denunciata dai medici dopo il parto al Fatebenefratelli |
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Ora
Abou sorride in una culla povera, dentro le case-alveare per
immigrati clandestini o regolari di Pianura. È un neonato
nero che non sa di avere ventisei giorni di vita e, alle spalle,
già un'amara esperienza del mondo. Abou è il volto
di un caso politico e sociale. Forse la prima volta in Italia in
cui una norma - quella voluta dalla Lega nel pacchetto
sicurezza, quella che invita i medici a denunciare i pazienti
senza permesso di soggiorno: ma a tal punto controversa da avere
spaccato persino i compattissimi deputati del Pdl - è stata
applicata prima ancora di diventare tale.
"Un
caso illegittimo, gravissimo", denuncia l'avvocato napoletano
Liana Nesta. "Delle due l'una - aggiunge il legale - o
nell'ospedale napoletano Fatebenefratelli c'è un medico o
un assistente sociale più realista del re che ha messo in
pratica una legge non ancora approvata dagli organi della
Repubblica; oppure qualcuno ha firmato un abuso inspiegabile ai
danni di una madre e cittadina". |
Una
storia su cui promettono battaglia anche gli operatori
dell'associazione "3 febbraio", da sempre al fianco
degli immigrati, anche clandestini, per le battaglie di dignità
e rispetto.
La
storia di Abou e di sua madre K. è il percorso sofferto di
tante vite clandestine, costantemente in bilico tra vita e
disperazione, morte e rinascita. K. è vedova di un uomo
ucciso, quattro anni fa, dalla guerra civile che dilania la Costa
d'Avorio e la sua città di Abidjan. Rifugiatasi in Italia
nel 2007, inoltra subito richiesta di asilo politico, che le viene
negato due volte: e attualmente pende il ricorso innanzi al
Tribunale di Roma contro quella bocciatura.
Intanto,
stabilitasi a Napoli, K. si innamora di un falegname di Costa
d‘Avorio, resta incinta, si fa curare la gravidanza
difficile presso l'ospedale San Paolo, con sé porta sempre
alcuni documenti e la fotocopia del passaporto, trattenuto in
questura per un'istanza parallela di permesso di soggiorno, non
ancora risolta.
Quando
- il 5 marzo scorso - K. arriva all'ospedale Fatebenefratelli per
partorire il suo bimbo ("al San Paolo non c'era un posto"),
dal presidio sanitario scatta un fax verso il commissariato di
polizia di Posillipo che chiede "un urgente interessamento
per l'identificazione di una signora di Costa d'Avorio".
Ovvero: la denuncia. Esattamente ciò che la contestatissima
norma - voluta dalla Lega nell'ambito del pacchetto sicurezza, e
già approvata al Senato - chiede. Proprio il nodo che ha
provocato il dissenso di un centinaio di deputati del Pdl, lo
scorso 18 marzo. In testa, la deputata Alessandra Mussolini, che
guidava la rivolta con un esempio-limite: "Far morire una
donna clandestina di parto perché non può andare in
ospedale altrimenti i medici la denunciano? Eh, no.
Inaccettabile".
Aggiunge
l'avvocato Nesta: "Siamo di fronte a un'iniziativa senza
precedenti. Non è mai accaduto che una donna
extracomunitaria, che si presenta al pronto soccorso con le
doglie, ormai prossima al parto, venga segnalata per
l'identificazione", spiega pacatamente Liana Nesta. E
aggiunge: "Come se non bastasse, K. non ha potuto allattare
suo figlio nei suoi primi giorni del ricovero: lo ha visto per
cortesia di alcuni sanitari che glielo hanno adagiato tra le
braccia, ma non ha potuto allattarlo". La Nesta è una
legale impegnata da anni nelle rivendicazioni dei diritti
essenziali, al fianco di immigrati o di parenti di innocenti
uccisi dalle mafie. L'ultima condanna, in ordine di tempo, la
Nesta l'ha ottenuta a dicembre scorso, come avvocato di parte
civile, per i killer di Gelsomina Verde, la ragazza innocente
assassinata e poi data alle fiamme dai sicari di Scampia. Un'altra
fragile vita per la quale invocare giustizia.
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Aggiungere
etanercept al metotrexate potrebbe migliorare i risultati
nell'artrite reumatoide |
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In uno
studio randomizzato controllato, il trattamento precoce con
etanercept e metotrexate ha portato a miglioramenti
significativamente più alti nei risultati rispetto al solo
metotrexate. |
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Ascolta
il bambino piangere: capirai che cos’ha |
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Clinical
Assessment of the Crying Infant Should Guide Decision Making
L’anamnesi
e la valutazione clinica sono la chiave di valutazione del bambino
sotto l’anno di vita che piange. Questo permette di decidere
che tipo di esami fare, tra i quali certamente, nei bambini di
pochi mesi, l’esame urine. In questo studio di Pediatrics
sono stati cercati quali elementi contribuiscano maggiormente al
raggiungimento della diagnosi nei bambini che arrivano per
pianto-irritabilità, tra anamnesi, visita medica o esami
ematici.Dei 237 pazienti, afebbrili, sotto l’anno di vita
portati per pianto-irritabilità (lo 0.6% di tutte le
visite) cause gravi che sottostavano al pianto erano presenti in
12 bambini (5,1%). Le infezioni urinarie erano la causa più
frequente (3 bambini). Due delle cause gravi sono state
diagnosticate solo a una seconda rivalutazione. Anche se gli esami
ematici sono risultati alterati in 81 dei 574 esami fatti,
soltanto 8 diagnosi (1,4%) sono state fatte grazie all’esito
degli esami stessi. Due terzi dei casi, invece, sono stati
diagnosticati grazie ad anamnesi o esame clinico.
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L’esame
oculare con fluoresceina e l’esplorazione rettale (suggeriti
quasi come “obbligatori” in precedenti protocolli di
valutazione del lattente che piange) sono stati eseguiti raramente
e non hanno mai portato alla formulazione di alcuna diagnosi. In
conclusione l’anamnesi e l’esame clinico restano i
capisaldi fondamentali di diagnosi nei bambini sotto l’anno
di vita. I bambini afebbrili con pianto nei primi mesi di vita
vanno indagati per infezione urinaria. Gli altri esami vanno
eseguiti solo su fondati sospetti clinici.
Pediatrics
2009;123:841-848. |
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Screening
neonatale per la sordità |
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Early
Newborn Hearing Screening Leads to Early Detection and
Intervention for Hearing Loss
Esistono
numerose condizioni che possono causare perdita di udito in
un neonato. Più della metà delle sordità
profonde ha un’origine genetica. Per ogni bambino con
sordità profonda ve ne sono 1 o 2 con perdita di udito
inferiore ma significativa. La sordità genetica è
abitualmente causata da una mutazione su un singolo gene (sordità
dominante) o da 2 geni (sordità recessiva). Le cause
genetiche di perdita dell’udito possono essere categorizzate
come sindromiche (con altri sintomi associati come cecità o
difetti cardiaci) o non sindromiche (senza sintomi addizionali).
La maggior parte delle sordità sono non sindromi che,
autosomiche recessive. L’evento ambientale che può
causare una sordità non genetica è l’infezione
congenita da citomegalovirus (CMV), soprattutto se l’infezione
viene contratta nel primo trimestre di gravidanza.
Lo
screening neonatale per la sordità sta divenendo uno
standard di cure in America.
La
riunione congiunta di esperti di sordità ha stilato una
serie di raccomandazioni per il percorso diagnostico terapeutico
delle sordità: Tutti
I neonati devono essere screenati per sordità
entro il mese di vita Tutti
I bambini che non superano lo screening devono essere
sottoposti ad un rescreening e ricevere una appropriata
valutazione audiologica entro i 3 mesi di vita. Tutti
coloro a cui venisse confermata una sordità dovrebbero
ricevere l’appropriato trattamento entro i 6 mesi di
vita. e
molti altri…
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Anestesie
ripetute prima dei 4 anni di vita e difficoltà di
apprendimento |
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Anestesia
ripetute prima dei 4 anni di vita sono associate a un rischio
quasi doppio di difficoltà di apprendimento (LD). Ad
ogni modo, pur esistendo questa relazione dimostrata, ciò
non significa che è l’anestesia di per se stessa a
causare il problema.
Risk
for Learning Disabilities Associated With Exposure to Anesthetics
Number
of Anesthetics |
Adjusted
Hazard Ratio |
95%
CI | Single
exposure (n = 449) |
1.00
|
0.79
– 1.27 | 2
anesthetics (n = 100) |
1.59
|
1.06
– 2.37 | 3
or more anesthetics (n = 44) |
2.60
|
1.60
– 4.24 |
Il
rischio stimato di presentare difficoltà di apprendimento è
del 20% nei bambini esposti ad anestesia (95% CI, 18.8% –
21.3 20.4% (95% CI, 16.3% – 24.3%) in quello con singola
anestesia, 35.1% (95% CI, 26.2% – 42.9%) in quelli con
ripetute anestesie.
In
realtà anche se lo studio ha incluso bambini fino ai 4 anni
i risultati riguardano fondamentalmente bambini che hanno ricevuto
anestesie prima dei 2 anni. Ad ogni modo la gran parte dei bambini
con difficoltà di apprendimento scolastico, non è
mai stata sottoposta ad anestesie. Sono rari i bambini che prima
dei 4 anni di vita subiscono più di una anestesia: questi
bambini ovviamente sono più malati degli altri e
ovviamente, anche dal punto di vista dell’apprendimento,
vanno seguiti più degli altri.
In
conclusione: come sempre, i bambini vanno sottoposti ad interventi
chirurgici solo se strettamente necessario.
Anesthesiology
2009;110:796-804. |
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Escitalopram:
approvato per il trattamento di disordini depressive maggiori
negli adolescenti |
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Escitalopram
oxalate (Lexapro, Forest Laboratories, Inc) è stato
approvato dall’FDA per la terapia acuta ed il mantenimento
dei disordini depressivi maggiori negli adolescenti tra i 12 e i
17 anni. |
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Trieste,
Laboratorio di scrittura per bambini in difficoltà |
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Saper
scrivere bene è importante: è importante per la
scuola, è importante per la fantasia, è importante
per la creatività. Ogni bambino è diverso
dall'altro. Sono diversi i ritmi di sviluppo, gli interessi, le
attività che riescono più facili e più
difficili. Il laboratorio è un luogo dove si può
praticare la lingua scritta in una dimensione di piccolo gruppo,
in un clima incentrato sulla collaborazione. E' un luogo dove si
potenzia l'apprendimento che avviene in classe e si sostiene la
creatività e la motivazione a imparare. Le tecniche apprese
durante il laboratorio saranno utili strategie non solo per dare
spazio alla fantasia e alla libera espressione del bambino ma
anche per poter migliorare le produzioni scritte richieste durante
il percorso scolastico (temi, racconti, descrizioni...). il
laboratorio è indicato sai per bambini che vogliono
sperimentarsi nell'arte dello scrivere che per bambini con
difficoltà scolastiche relative all'ambito della scrittura
che potranno beneficiare della collaborazione dovuto alla presenza
di un piccolo gruppo e di una situazione di apprendimento
cooperativo mirato. Il percorso si articola in 4 fasi: generazione
di idee, pianificazione dei contenuti, produzione e revisione del
testo. Al termine del laboratorio ogni bambino avrà
prodotto una propria storia, un racconto o un libretto da portare
a casa e condividere con la famiglia. |
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Trieste,
Le difficoltà di apprendimento a scuola: ciclo di incontri
per genitori |
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Spesso
si ha la sensazione o ci viene detto che i nostri figli hanno
difficoltà a scuola, ma non riusciamo bene a capire perché
né come possiamo aiutarli o sostenerli. Questo ciclo di
incontri vuole essere uno spazio per i genitori per trovare
risposte, chiarire dubbi, avere indicazioni... vuole essere uno
spazio di informazione e scambio.
Per
questo motivo ogni serata è dedicata ad un tema ben
preciso, in modo che ognuno possa scegliere su quale argomento
vuole avere maggiori informazioni o chiarimenti. Ogni serata è
costituita da una breve parte di "formazione", in cui
vengono spiegate per ogni difficoltà scolastica le
caratteristiche e gli aiuti possibili, e da una più ampia
parte di discussione, in cui ogni genitore può portare la
sua esperienza, fare le sue domande, cercare risposta ai suoi
interrogativi.
Al
termine di ogni incontro saranno fornite alcune brevi dispense sui
contenuti trattati. |
Fazio
presenta i 5 modelli organizzavi per le cure primarie |
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Saranno
messi a sistema da apposite linee guida
Cinque
modelli organizzativi per superare il cronico sovraffolamento
dei pronto soccorso utilizzati improrpiamente come punti di
diagnosi: ambulatori per la gestione dei codici di minore
gravita', punti di primo intervento (PPI), presidi ambulatoriali
distrettuali, assistenza territoriale integrata e ambulatori
territoriali integrati. Il sottosegretario Ferruccio Fazio ha
spiegato che si tratta di modelli sperimentali anche se gia'
presenti in molte realtà territoriali che devono essere
messi a sistema per mezzo delle linee guida contenute nell'accordo
siglato tra il ministero della salute e le parti sociali. Per dare
il via alla sperimentazione si e' aumentata, dal 20 al 25 per
cento, la quota delle risorse messe a disposizione delle regioni
per la realizzazione degli obiettivi prioritari del piano
sanitario nazionale per l'anno 2009. |
Le
regioni nel loro complesso potranno fare leva su 352 milioni di
euro complessivi da distribuire in base alla popolazione.
L'obiettivo e' quello di dare al paziente la sicurezza di poter
rivolgersi a strutture in grado di fare diagnosi e prestare cure
specialistiche in tempi brevi, senza ricorrere ai pronto soccorso.
Il costo del ricorso improprio ai pronto soccorso ammonta infatti
a 15 miliardi di euro l'anno, il 10 per cento del costo
dell'intero sistema sanitario nazionale. Per quanto riguarda i
modelli organizzativi, gli ambulatori per la gestione dei codici
di minore gravita', i codici bianchi, sono strutture da
attivare presso i presidi ospedalieri cittadini nei quali il
pronto soccorso registra un afflusso superiore alle 25mila unita'
annue o condizioni di flussi periodicamente elevati o irregolari.
I percorsi di accesso, in questo caso, devono essere ben
differenziati rispetto a quelli dei pronto soccorso. Il secondo
modello e' quello dei punti di primo intervento, strutture che,
distribuite in maniera omogenea sul territorio, dispongono di
competenze cliniche e strumenti in grado di fronteggiare e
stabilizzare, temporaneamente, le emergenze fino alla loro
attribuzione al pronto soccorso dell'ospedale di riferimento. Gli
altri tre modelli riguardano invece il livello territoriale. Il
presidio ambulatoriale distrettuale è un luogo fisico dove
il cittadino deve trovare risposta assistenziale continuativa 24
ore su 24 situato in aree distanti dai presidi ospedalieri, ad
alta densita' abitativa. Per assistenza territoriale integrata
si intende invece dello sviluppo di una collaborazione tra piu'
professionisti che rende possibile lo scambio di opinioni e pareri
clinici, la condivisione di spazi e attrezzature per la loro
ottimale fruizione, l'utilizzo piu' efficiente del personale di
supporto. I medici di medicina generale ed i pediatri di libera
scelta, riuniti in associazioni potranno svolgere la loro
attivita' anche in studi medici collocati in sedi diverse ma
dovranno essere collegati funzionalmente tramite idonea rete
informatica. Infine gli ambulatori territoriali integrati sono
presidi territoriali dove operano i professionisti che svolgono
insieme la loro attivita', secondo le modalita' organizzative
ispirate alla medicina di gruppo.
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