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Caso Clinico Interattivo

Febbraio 2007


Un buon motivo per non crescere
Giulia Gortani, Andrea Taddio, Alessandro Amoddeo, Valentina Kiren, Egidio Barbi, Federico Marchetti
Clinica Pediatrica, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
Indirizzo per corrispondenza: marchetti@burlo.trieste.it

ARRESTO DELLA CRESCITA, QUALI CAUSE
Verifichiamo l'apporto calorico del bambino che risulta essere molto inferiore rispetto ai valori minimi raccomandati per l'età (42 Kcal/Kg/die contro le raccomandate 80 Kcal/Kg/die). Ci orientiamo pertanto verso una scarsa crescita secondaria ad insufficiente apporto calorico e cerchiamo di capire quale possa essere la causa dell'inappetenza. Gli episodi di vomito non sembrano rilevanti e non ci sembra che possano essere responsabili dell'arresto della crescita.
Dall'osservazione dell'interazione madre-figlio escludiamo l'evenienza di motivi relazionali e tramite un'anamnesi mirata pensiamo di poter escludere che il rifiuto del cibo derivi da una esofagite da reflusso o da intolleranza alimentare.
L'insufficiente apporto calorico non sembra riferibile ad una cardiopatia (non è tachicardico, non si apprezzano soffi cardiaci). Non è presente organomegalia e non vi sono segni di una localizzazione infettiva.
Pensiamo all'eventualità di un malassorbimento, ma non sembra essere questo il problema, visto che il bambino rifiuta il cibo ed è stitico. Vi è tuttavia un precedente dato di laboratorio di positività per gli anticorpi IgG anti gliadina di cui non possiamo non tenere conto.
Valorizziamo poi un altro elemento anamnestico importante: il bambino beveva importanti quantità di acqua e camomilla.
In sostanza le ipotesi diagnostiche si restringono.


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