Rivista di formazione e aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, fondata nel 1982. In collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
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Novembre 2014

Quanti sono gli assistiti di un pediatra di cure primarie che a scuola necessitano di �bisogni educativi speciali�?

Francesca Profetto1, Diego Cimino2

1Psicologo, 2Pediatra di famiglia, Ragusa

Indirizzo per corrispondenza: diegocim@tin.it



How many patients serviced by a primary ca-re paediatrician require �special educational needs� at school?

Key words: Screening, Special educational needs, Disability, Specific learning disorders

Abstract

The Ministry of Education, University and Research (MIUR) has identified three categories of schoolchildren who require special educational needs: children with disabilities, those with specific learning disorders (ASD) and those with social, economic, linguistic or cultural disadvantage. The pupils with the attention deficit hyperactivity disorder (ADHD) and �slow learners� (FIL), who have an intelligence quotient (IQ) between 71 and 84, also be-long to these classes. The paper reports the calculation of the theoretical number of pupils who required special educational needs among eight hundred patients serviced by a primary care paediatrician: they were forty five, excluding those belonging to the third category of special educational needs (social, economic, linguistic, and cultural disadvantage). A considerable difference in the prevalence of disabilities and disorders resulted from the comparison of the data of these patients with the data of the MIUR.

Riassunto

Introduzione

Obiettivi

Materiali e metodi

Risultati

Discussione

Bibliografia


ABBREVIAZIONI

BES

Bisogni Educativi Speciali

DSA

Disturbi Specifici dell�Apprendimento

ADHD

Sindrome iperattivit�-disattenzione

FIL

funzionamento cognitivo limite

QI

Quoziente Intellettivo

PEI

Piano Educazionale Individualizzato

PDP

Piano Didattico Personalizzato

PDF

Profilo Dinamico Funzionale

PLS

Pediatra di Libera Scelta

Riassunto

Il Ministero dell�Istruzione, dell�Universit� e della Ricerca (MIUR) ha individuato tre categorie di alunni che necessitano di bisogni educativi speciali (BES): i disabili, gli alunni con disturbi specifici dell�apprendimento (DSA) e quelli con svantaggio sociale, economico, linguistico o culturale. Vi fanno parte anche gli alunni con la sindrome iperattivit�-disattenzione (ADHD) e quelli con funzionamento cognitivo limite (FIL), che presentano un quoziente intellettivo (QI) compreso fra 71 e 84. Abbiamo calcolato il numero teorico di alunni con BES presenti tra gli assistiti di un pediatra di libera scelta (PLS) con 800 assistiti: risulta che essi sono 45, se si escludono quelli appartenenti alla terza categoria di BES (svantaggio sociale, economico, linguistico, culturale). Dal confronto tra i dati nazionali e quelli relativi a un singolo (PLS) sono emerse discrepanze nella distribuzione epidemiologica.

Introduzione

Il MIUR ha recentemente introdotto l�espressione BES, riferendosi a qualsiasi difficolt� evolutiva, in ambito educativo e apprenditivo, che necessita di educazione speciale individualizzata1.
Il piano annuale dell�inclusivit� scolastica, come chiarito nella direttiva MIUR del 27-12-2012 e nella successiva circolare n� 8 del 6-3-2013, definisce tre categorie di alunni con BES, che sono riassunte in Tabella I.

CLASSIFICAZIONE DEI BAMBINI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES)

1� Categoria

  • Disabilit� intellettiva
  • Disabilit� motoria
  • Disabilit� uditiva
  • Disabilit� visiva
  • ADHD in forma grave e in comorbidit�
  • Disturbi pervasivi dello sviluppo

2� Categoria

  • DSA
  • ADHD
  • FIL
  • Altri disturbi: disturbi specifici del linguaggio, disturbi della coordinazione motoria, disprassia, bassa intelligenza non verbale associata ad alta intelligenza verbale, disturbo lieve dello spettro autistico

3� Categoria

  • Svantaggio sociale, culturale, linguistico

Tabella I. Categorie di BES individuate da direttiva MIUR del 27/12/2012.


Nella prima categoria troviamo i bambini affetti da disabilit� in possesso di una certificazione medico-legale ai sensi dell�articolo 3 della Legge 104/92: sono compresi gli alunni con disabilit� intellettiva, motoria, uditiva e visiva, quelli con disturbi pervasivi dello sviluppo e anche quelli affetti da ADHD ma solo quando quest�ultima si presenta in forma grave e in comorbidit�. Essi possono beneficiare dell�insegnante di sostegno, di un piano educazionale individualizzato (PEI) e dell�assistente per l�autonomia in caso di handicap grave (art. 3, comma 3).
Nella seconda categoria ci sono gli alunni in possesso di certificazione per DSA. Vengono definiti DSA i disturbi di origine neurobiologica che limitano l�impiego delle abilit� di lettura (dislessia), di scrittura (disortografia e disgrafia) e del calcolo (discalculia), non riconducibili a deficit intellettivi, sensoriali e/o neurologici n� a condizioni di svantaggio socioculturale2.
Gli alunni affetti da DSA non possono usufruire dell�insegnante di sostegno, previsto esclusivamente dalla legge 104, ma si avvalgono di un piano didattico personalizzato (PDP) e fruiscono di misure compensative e dispensative; per maggiori dettagli su tali misure si pu� consultare la circolare 13925 del 4/9/2007 dell�Ufficio scolastico dell�Emilia-Romagna. La diagnosi e la certificazione di DSA possono essere correttamente effettuate solo dopo lo svolgimento della seconda classe della scuola primaria.
Nella terza categoria ricadono, infine, gli alunni in situazione di �svantaggio sociale, culturale, linguistico� o di �disagio� che potranno beneficiare del PDP e delle misure compensative e dispensative. In questi casi non occorre alcuna certificazione medica, ma saranno i docenti a deliberare sulla base del solo intuito pedagogico1. La direttiva emanata dal MIUR in data 27/12/2012 specifica infine che ci sono alcuni disturbi (i disturbi specifici del linguaggio, i disturbi della coordinazione motoria, la disprassia, la bassa intelligenza non-verbale associata ad alta intelligenza verbale, il disturbo lieve dello spettro autistico) che possono avvantaggiarsi dei benefici della legge 170 del 2010.
La stessa direttiva, al paragrafo 1.3, estende tali benefici anche agli alunni con ADHD e, subito dopo, al paragrafo 1.4, si occupa degli alunni con potenziali intellettivi non ottimali, descritti generalmente con le espressioni di �funzionamento cognitivo limite� (FIL), specificando che questi ultimi - qualora non rientrino nelle previsioni delle leggi 104 o 170 - richiedono particolare considerazione; si tratta di bambini o ragazzi il cui quoziente intellettivo (QI) globale risponde a una misura che va dai 71 agli 84 punti e non presenta elementi di specificit�3.
I lavori epidemiologici tratti dalla letteratura medica forniscono dati non univoci sulle prevalenze delle patologie o delle condizioni che richiedono i BES (disabilit� intellettiva, motoria, visiva, uditiva; disturbi pervasivi dello sviluppo; DSA; ADHD; FIL).
La Tabella II riporta dati di prevalenza in et� pediatrica su cui esiste un generale consenso da parte della comunit� scientifica3-17.


DATI DI PREVALENZA DELLE PATOLOGIE CHE NECESSITANO DI BES
PROVENIENTI DALLA LETTERATURA MEDICA

Disabilit� intellettiva

2% (1-3%)

Disabilit� motoria

0,2-0,31%

Disabilit� uditiva

0,13%

Disabilit� visiva

0,12%

Disturbi pervasivi dello sviluppo

0,7 %

DSA

2,5-3,5%

ADHD

1,1-1,2%

FIL

2-7%

Tabella II

Obiettivi

Lo scopo del lavoro era calcolare quanti fra i bambini assistiti da un PLS convenzionato sono nel contempo alunni con BES e verificare se questo numero � congruo rispetto ai dati che provengono dai pi� recenti rilievi statistici nazionali operati dal MIUR sull�intera popolazione scolastica.

Materiali e metodi

Abbiamo consultato i dati epidemiologici, provenienti da fonti MIUR, riguardanti il numero di studenti con disabilit�, ADHD, FIL e condizioni di svantaggio socio-linguistico-culturale nella scuola pubblica relativamente a scuola dell�infanzia, primaria e secondaria di primo grado18 (et� 3-14 anni).
Per quanto riguarda la disabilit�, abbiamo consultato il documento �L�integrazione scolastica degli alunni con disabilit�. Dati statistici. A.S. 2012/2013�, pubblicato nell�ottobre 2013 dal Servizio Statistico del MIUR: i nostri dati sono stati ricavati dall�elaborazione della Tavola 5.1 presente al paragrafo 1.4; il documento � reperibile all�indirizzo: www.istruzione.it/allegati/integrazione_scolastica_degli_alunni_con_disabilita.pdf.
Successivamente, abbiamo visionato i dati MIUR riguardanti il numero di studenti con DSA nelle scuole pubbliche e private, relativamente alle primarie e secondarie di primo grado19 (et� 6-14 anni). In particolare, abbiamo elaborato i dati della Tabella II presente all�interno della pubblicazione �Alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento. AA.SS. 2010/2011 e 2011/12� (Fonte: MIUR - D.G. per gli Studi, la Statistica e i Sistemi Informativi - Servizio Statistico). La pubblicazione � reperibile all�indirizzo:
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/ 5a6a1ca2-9464-4cf6-b709-a62cb91b0deb/ alunni_dsa.pdf.
Infine, la nota MIUR del 27-12-2012 �Strumenti d�intervento per alunni con bisogni educativi speciali�, reperibile anch�essa all�indirizzo http://hubmiur.pubblica.istruzione.it, ci ha consentito di ricavare dai paragrafi 1.3 e 1.4 le prevalenze di ADHD e FIL nella popolazione scolastica generale.
Partendo dai documenti citati, abbiamo prima calcolato le prevalenze delle singole disabilit� (intellettiva, motoria, visiva, uditiva, �altre disabilit��) nella popolazione scolastica 3-14 anni e dei DSA nella popolazione scolastica 6-14 anni e poi ricavato, per equivalenza, qual � il numero teorico di pazienti che necessita di BES fra i nostri assistiti della stessa fascia d�et�. A tale scopo � stata presa in considerazione la popolazione pediatrica afferente presso il nostro ambulatorio di libera scelta, regolarmente iscritta al SSN, alla data del 30-6-2013. Essa era costituita da 960 assistiti, di et� compresa fra 0 e 14 anni.
Sono stati quindi creati due gruppi: il primo comprendeva tutti gli assistiti, in totale 785, di et� compresa fra 3 e 14 anni, nati cio� dal 1-7-1999 al 30-6-2010 e da essi � stato ricavato, per equivalenza, il numero teorico di nostri assistiti che a scuola sarebbero risultati alunni con BES affetti da disabilit�; il secondo gruppo comprendeva gli assistiti di et� compresa fra 6 e 14 anni, in totale 599, nati dal 1-7-1999 al 30-6-2007 e da esso � stato ricavato, allo stesso modo, il numero teorico di nostri assistiti che a scuola sarebbero risultati alunni con BES affetti da DSA, ADHD o FIL. Infine, � stato fatto un confronto fra il numero atteso di nostri assistiti necessitanti di BES e il numero reale di nostri assistiti gi� risultanti a scuola come alunni con BES, pertanto gi� certificati e da noi gi� individuati in occasione dei periodici bilanci di salute. Ci� permetteva di verificare la presenza di possibili eventuali discrepanze fra i nostri dati.
La creazione dei due gruppi di assistiti e l�estrazione degli elenchi dei pazienti gi� individuati come �alunni con BES� sono state effettuate mediante il software di cartella clinica Infantia che prevede un�analisi statistica secondo patologia: a tal fine abbiamo creato, fra le categorie statistiche gi� presenti, nuovi elementi tabellari con le voci che ci interessavano (disabilit� intellettiva, alunni con DSA, alunni con FIL ecc.). Ci� ha consentito di inserire gli assistiti che presentavano una patologia o una condizione da noi ricercata nelle apposite categorie statistiche, con conseguente creazione di elenchi che potevano essere in ogni momento richiamati e visualizzati. Questo tipo di ricerca per diagnosi non ha necessitato di moduli software specifici n� di particolare addestramento. Non � stato purtroppo possibile coinvolgere nella ricerca altri PLS operanti nella stessa zona perch� utilizzavano software diversi che non consentivano un richiamo dei dati per diagnosi.

Risultati

La rilevazione nazionale svolta nell�anno scolastico 2012-2013 e relativa agli alunni disabili della scuola pubblica dell�infanzia, primaria e secondaria di primo grado, dimostra che la disabilit� riguarda 154.661 alunni su un totale di 5.262.366 (2,93%)18.
La Tabella III, dopo elaborazione dei dati MIUR, suddivide gli alunni disabili, di et� approssimativa 3-14 anni, per tipologia di disabilit�, calcolando l�incidenza percentuale di ogni tipo di disabilit�.

NUMERO TOTALE DI ALUNNI DISABILI DELLA SCUOLA STATALE DELL�INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO, SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI DISABILIT�

Scuola statale

Alunni disabili

Disabilit� motoria

Disabilit� intellettiva

Disabilit� uditiva

Disabilit� visiva

Altre disabilit�

Infanzia + primaria + secondaria 1� grado

154.661
(100%)

5483
(3,5%)

109.850
(71%)

3825
(2,4%)

2307
(1,5%)

33.196
(21,4%)

Scuola infanzia

14.839

1056

9262

604

311

3606

Scuola primaria

78.374

2785

55.667

1923

1179

16.820

Scuola sec 1�grado

61.448

1642

44.921

1298

817

12.770

Tabella III. Elaborazione su dati MIUR.


Sotto la voce �altre disabilit�� sono compresi i disturbi psichiatrici precoci (disturbi pervasivi dello sviluppo), i DSA in comorbidit� e l�ADHD, anche se queste ultime due voci (DSA e ADHD) contribuiscono in minima parte, perch� solo in pochi casi vengono certificate come disabilit�.
La consultazione e l�elaborazione dei dati del MIUR riferiti alla popolazione scolastica italiana, statale e non statale, delle scuole primarie e secondarie di primo grado e relativi all�anno 2011-2012, et� approssimativa 6-14 anni, evidenziano che gli affetti da DSA sono 65.827 (1,42%) su un totale di 4.610.120 alunni e, in particolare, ne � colpito l�1% dei ragazzi che frequentano la primaria (27.278 su 2.817.741) e il 2,2% dei ragazzi che frequentano la secondaria di primo grado (38.549 su 1.792.379)19. La Tabella IV riassume i dati descritti.

ALUNNI CON DSA DELLA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO, PUBBLICA E PRIVATA

Popolazione scuole primarie e secondarie di primo grado

Alunni con DSA

Primarie + secondarie di 1� grado
4.610.120

65827
(1,42%)

Primarie
2.817.741

27.278
(1%)

Secondarie di 1� grado
1.782.379

38.549
(2,2%)

Tabella IV. Elaborazione su dati MIUR.


Per quanto riguarda la prevalenza di ADHD, la nota MIUR, al paragrafo 1.3, prendendo in considerazione la popolazione scolastica composta da circa 8.000.000 di alunni, cos� sintetizza: �� Si � stimato che il disturbo (ADHD), in forma grave, tale da compromettere il percorso scolastico, � presente in circa l�1% della popolazione scolastica, cio� quasi 80.000 alunni (fonte ISS)�.
La prevalenza dei FIL � stata invece ricavata dal paragrafo 1.4 della stessa nota, che specifica: �� Si pu� stimare che questi casi (FIL) si aggirino intorno al 2,5% dell�intera popolazione scolastica, cio� circa 200.000 alunni�.
Purtroppo, nessun dato epidemiologico di fonte MIUR � disponibile in merito all�ultimo gruppo di alunni che rientra nella seconda categoria di BES (disturbi specifici del linguaggio, disturbi della coordinazione motoria, disprassia, bassa intelligenza non-verbale associata ad alta intelligenza verbale, disturbo lieve dello spettro autistico) e per gli alunni inseriti nella terza categoria di BES, quelli con svantaggio e disagio di vario tipo.
La Tabella V permette una visione d�insieme dei dati sin qui descritti; sono specificati il numero, le percentuali e le frazioni di alunni affetti dalle singole disabilit�, da DSA, da ADHD e FIL rispetto alla popolazione scolastica di riferimento; il confronto fra le colonne 4 e 5 ci fa notare delle differenze tra i dati di prevalenza ricavati dalle rilevazioni del MIUR e quelli forniti dalla letteratura scientifica. Partendo poi dalla colonna 4, � possibile effettuare il calcolo, per equivalenza, del numero previsto di alunni con BES, suddivisi per tipologia di disturbo, fra i nostri assistiti (colonna 7). Le colonne 8 e 9 permettono il confronto tra il numero atteso di alunni con BES fra i nostri assistiti e il numero reale di assistiti gi� presenti nei nostri database come alunni con BES. I punti interrogativi in corrispondenza delle prevalenze di ADHD e FIL sono giustificati dal fatto che abbiamo adattato i valori di prevalenza suggeriti dal MIUR per l�intera popolazione scolastica al campione di nostri assistiti in fascia di et� 6-14 anni.

NUMERO, PERCENTUALE E FRAZIONE DI ALUNNI CON BES SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI PROBLEMATICA

1� categoria di BES

Alunni affetti

Popolazione scolastica nazionale di riferimento

Prevalenza nella popolazione scolastica
Dati del MIUR elaborati

Prevalenza nella popolazione generale
Dati letteratura medica

Frazione di alunni per tipo di disabilit�
Dati MIUR elaborati

% di nostri assistiti con BES rispetto al totale assistiti per fasce d�et�

Numero atteso di alunni con BES tra i nostri assistiti

Numero reale di nostri assistiti che gi� risultavano alunni con BES

Disabilit� intellettiva

109.850

5.262.366
(3-14 anni)

2%

2% (1-3%)

1:50

2% su 785
(3-14 anni)

16

5

Disabilit� motoria

5483

5.262.366
(3-14 anni)

0,1%

0,2-0,31%

1:959

0,1% su 785 (3-14 anni)

1

1

Disabilit� visiva

2307

5.262.366
(3-14 anni)

0,043%

0,12%

1:2281

0,043% su 785
(3-14 anni)

0,3

0

Disabilit� uditiva

3825

5.262.366
(3-14 anni)

0,072%

0,13%

1:1375

0,072% su 785
(3-14 anni)

0,6

0

"Altre disabilit��

33.196

5.262.366
(3-14 anni)

0,63%

0,7%

1:159

0,63% su 785
(3-14 anni)

4

4

2� categoria di BES

Alunni affetti

Popolazione scolastica nazionale

Prevalenza nella popolazione scolastica
Dati e note MIUR elaborati

Prevalenza nella popolaz. generale Dati letteratura medica

Frazione di alunni per tipo di svantaggio Dati MIUR elaborati

% di assistiti con BES

Numero atteso di alunni BES

Numero di nostri assistiti che gi� risultavano alunni BES

DSA

65.827

4.610.120
(6-14 anni)

1,42%
Dati Miur

2,5-3,5%

1:70

1,42% su 599
(6-14 anni)

11

8

ADHD

80.000 circa
Stima MIUR

8.000.000 circa
intera popolazione scolastica)

1%
Stima MIUR

1,1-1,2%

1:100
Stima MIUR

1% (?) su 599
(6-14 anni)

6 (?)

2

FIL

250.000 circa
Stima MIUR

8.000.000 circa
(3-18 anni)

2,5%
Stima MIUR

2-7%

1:40
Stima MIUR

2,5% (?) su 599
(6-14 anni)

15 (?)

0

3� categoria di BES

Alunni affetti

Popolazione scolastica di riferimento

Prevalenza
Dati MIUR

Prevalenza Dati letterat. medica

Frazione di alunni

% di assistiti

Numero atteso

Numero reale

Svantaggio

Dato mancante

Dato mancante

Dato mancante

Dato mancante

Dato mancante

Dato mancante

Dato mancante

Dato mancante

Tabella V. Dati di prevalenza delle singole disabilit� o disturbi provenienti dal MIUR e dalla letteratura medica. Calcolo del numero di alunni con BES fra i nostri assistiti e differenza fra numero atteso e numero reale.


Il numero teorico di nostri assistiti che necessitavano di BES risultava pertanto 54, a eccezione di quelli appartenenti alla terza categoria (svantaggio sociale, economico, culturale, linguistico ecc.) per i quali non esistevano dati statistici attendibili su cui poi calcolare la prevalenza; noi, invece, eravamo a conoscenza di soli 20 nostri assistiti risultanti �alunni con BES�. Riferendoci a un pediatra convenzionato che segue 800 pazienti, il numero di assistiti che necessitavano di BES risultava essere 45. Dal confronto tra i dati nazionali e quelli ricavabili dal database di un singolo pediatra di famiglia sono quindi emerse importanti discrepanze che vengono analizzate in sede di discussione.

Discussione

Pur consapevoli dei limiti metodologici del presente lavoro, questa ricerca va vista come un tentativo di capire quanto i dati di cui � in possesso un PLS siano vicini o distanti da rilevazioni statistiche effettuate su base nazionale. Fra i punti di debolezza del lavoro vanno evidenziati l�esiguit� numerica del campione afferente presso il nostro ambulatorio, la collocazione dell�ambulatorio in una zona residenziale della citt� che potrebbe �selezionare� il bacino d�utenza e, infine, il fatto che la modalit� di scelta del pediatra delle cure primarie da parte dell�utenza non � a random. Abbiamo anche supposto che la popolazione scolastica di scuola dell�infanzia, primaria e secondaria di primo grado abbia un�et� di 3-14 anni, senza tener conto della presenza di una piccola quota di ripetenti �over 14� nella secondaria di primo grado che potrebbero appartenere a qualche categoria di BES; va inoltre considerato che non tutti i bambini di et� 3-6 anni frequentano la scuola dell�infanzia.
Fra i punti di forza del lavoro va invece evidenziata la possibilit� di disporre di mezzi informatici di supporto alla ricerca in pediatria che permettono l�integrazione orizzontale e verticale dei dati e il rapporto di fiducia �pediatra curante-paziente� che permette un rapido recupero di dati ove fosse necessario.
Dall�analisi dei dati � possibile comunque stabilire che alcune tipologie di disabilit� non sfuggono al pediatra: questo vale per le disabilit� motorie, visive e uditive, per i disturbi dello spettro autistico e per la maggior parte dei casi di DSA. Egli � coinvolto nella diagnosi o, comunque, ne � a conoscenza. Per quanto riguarda invece disabilit� intellettiva e FIL, la discrepanza fra patologie attese e presenti ci fa concludere che il dato non � congruo.
Nel caso dei FIL si tratta di uno scostamento da un dato teorico, proveniente da una stima del MIUR e non dalla somma di reali certificazioni. Dalla consultazione di quattro pediatri di famiglia della nostra citt� che assistono circa il 40% della popolazione pediatrica, abbiamo appurato che nessun caso di FIL � presente fra i loro assistiti: � quindi probabile che i casi di FIL non si trovano perch� non si cercano o, comunque, non sono stati finora cercati abbastanza: gli insegnanti fanno pi� fatica a individuarli, trattandosi di soggetti borderline, e i Servizi non sempre dispongono di personale adeguato e tempo sufficiente per fare la diagnosi.
Per quanto riguarda, invece, la disabilit� intellettiva, la discrepanza fra i casi attesi e quelli presenti nel nostro database impone un�analisi pi� approfondita in quanto i dati epidemiologici del MIUR provengono da patologie certificate e con valori di prevalenza abbastanza omogenei su tutto il territorio nazionale. La ricerca ci dice che solo le disabilit� intellettive medie, gravi o gravissime vengono intercettate dal pediatra e di solito questo accade entro i primi anni di vita; le disabilit� lievi (che comprendono l�85% dei casi di disabilit�)3 spesso non vengono riconosciute: esse si evidenziano meglio dopo l�ingresso alla materna o alla primaria6 e pertanto sono pi� spesso sospettate dall�insegnante il quale, rispetto al pediatra, rimane a contatto diretto col bambino per un tempo maggiore e ne valuta i livelli di apprendimento in un contesto di coetanei.
Nella maggior parte dei casi i Servizi vengono attivati dall�insegnante, solo a volte dallo psicologo scolastico o dal pediatra. Per trovare una spiegazione ai nostri dati, abbiamo ipotizzato una carente segnalazione dei casi sospetti da parte di insegnanti, psicologi e pediatri oppure la mancata diagnosi da parte del Centro; non abbiamo escluso altri fattori, tra cui il caso (fra i nostri assistiti, per puro caso, potrebbero esserci meno disabili intellettivi lievi), la resistenza da parte delle famiglie ad accettare la consulenza neuropsichiatrica e, infine, l�et� del paziente al momento della diagnosi, visto che, in alcuni casi, la disabilit� intellettiva lieve viene accertata quando il ragazzo � in procinto di lasciare l�assistenza del pediatra che pertanto non ricever� quell�informazione di ritorno. L�elaborazione dei dati locali fornitici dall�Ufficio scolastico provinciale ci ha permesso di stabilire che, nella nostra citt�, la disabilit� riguarda solo l�1,54% della popolazione scolastica statale 3-14 anni (104 alunni su 6738) rispetto al 2,93% della popolazione scolastica nazionale. In base a questo dato possiamo dedurre che il numero di disabili intellettivi attesi fra i nostri assistiti diventa 8, valore non molto distante da quello reale riscontrato. L�anomalia dei dati � pertanto da attribuire principalmente a carente segnalazione dei casi sospetti oppure a una carente rilevazione diagnostica da parte del Centro, il quale potrebbe avere poco tempo e personale o adottare criteri troppo restrittivi nella formulazione della diagnosi; solo in parte pu� essere spiegata anche con l�opposizione delle famiglie a sottoporsi a valutazione specialistica, visto che negli ultimi 4 anni abbiamo ricevuto 2 revoche in seguito alla nostra richiesta di visita neuropsichiatrica per sospetta disabilit� intellettiva.
� pertanto auspicabile uno sforzo maggiore dei pediatri nel sospettare questi casi fra i propri pazienti, tenendo peraltro presente che il PLS non ha gli strumenti per identificare gli assistiti affetti. Il maggiore sforzo potrebbe consistere nel prestare una speciale attenzione a bambini selezionati da inviare ai Servizi: quelli con ritardo del linguaggio in et� prescolare, quelli con difficolt� di apprendimento in italiano e in matematica durante l�et� scolare e quelli con anamnesi positiva per peso neonatale < 1500 g, anossia perinatale documentata, convulsioni neonatali, microcefalia, presenza di dismorfismi, storia di abuso di alcol e droghe della madre in gravidanza21. Un importante aiuto nella ricerca di FIL, disabilit� intellettive lievi e DSA potrebbe giungere dall�utilizzo di test di screening che al momento non vengono effettuati nelle scuole a livello locale. I test di screening validati e scelti all�interno di un progetto collegiale che veda uniti il pediatra, il personale scolastico e il Centro ASL di riferimento, potrebbero essere somministrati sia nelle scuole sia in ambulatorio in occasione dei bilanci di salute periodici, dopo uno specifico addestramento. Scopo dello screening � quello di porre il semplice sospetto diagnostico da confermare poi presso il Centro: lo screening, tuttavia, affinch� sia raccomandabile, oltre ad avere una buona specificit� (con pochi falsi positivi) e una accettabile sensibilit� (con pochi falsi negativi) deve soddisfare i punti 2 e 3 delle linee guida della WHO pubblicate nel 1968, ma applicabili ancora oggi: devono esistere strutture per la diagnosi e il trattamento e deve esistere una terapia per la condizione screenata22-24. In un�ottica progettuale sarebbe quindi opportuno un confronto sulle strutture pubbliche deputate al riconoscimento e alla presa in carico di bambini con FIL e disabilit� lieve: dal riconoscimento di tutti i casi potrebbe derivare un eccessivo carico di lavoro (diagnosi e terapia) che non pu� essere supportato dalle scuole e dal Centro di riferimento.
Appare pertanto utile che i PLS segnalino questa criticit� e si adoperino per un progetto sostenibile localmente al fine di costruire una rete ad hoc, consapevoli che la maggiore difficolt� consiste nel reperire le risorse (sanitarie e didattiche) in grado di effettuare un intervento efficace con risultati misurabili sui bambini selezionati.
Il trattamento prevede una presa in carico terapeutica multidisciplinare; limitandoci all�intervento didattico, � bene sottolineare che attualmente esistono vari modelli di intervento nella disabilit� intellettiva: ogni modello tuttavia ritiene fondamentale il coinvolgimento globale del soggetto e dei familiari e la continua comunicazione fra scuola e famiglia per meglio conoscere le aree deficitarie del profilo cognitivo. A scuola i docenti, d�accordo con la famiglia e gli operatori sociosanitari, elaborano il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e il Piano Educativo Individualizzato (PEI): il primo definisce la situazione di partenza e le tappe di sviluppo da conseguire, il secondo rappresenta il percorso didattico personalizzato, teso al supporto degli obiettivi generali dell�intervento riabilitativo nelle aree cognitiva, relazionale, comportamentale e in quella dell�autonomia personale. La riabilitazione dei processi della metamemoria (insieme dei processi di gestione e controllo delle operazioni svolte dalla memoria), l�utilizzo di tecniche di modificazione del comportamento e di acquisizione dell�autonomia personale, l�aiuto all�orientamento nel contesto sociale (valore del denaro, uso dei servizi pubblici ecc.) vengono previsti dal PEI che privilegia le attivit� di apprendimento cooperativo (in piccoli gruppi) e di tutoring (l�alunno insegna all�altro alunno) sotto la supervisione dell�insegnante di sostegno. Esso pu� inoltre prevedere tempi pi� lunghi rispetto ad altri percorsi didattici e il supporto di strumenti tecnologicamente avanzati25. I casi di FIL, qualora non rientrino nelle previsioni della legge 104 (insegnante di sostegno) o della legge 170 (adozione di misure compensative e dispensative), necessitano di particolari attenzioni da parte degli insegnanti, e la predisposizione di un piano didattico personalizzato (PDP), la cui valutazione periodica da parte di operatori sanitari, docenti e familiari dovrebbe essere riferita anche al pediatra curante.
La tempestivit� della diagnosi � auspicabile anche nei casi di DSA: studi di neuroimmagine hanno evidenziato che i deficit funzionali delle aree cerebrali implicate nella dislessia migliorano in seguito a trattamenti riabilitativi26. Una diagnosi precoce di DSA richiede, per�, pi� di uno strumento predittivo tra cui l�anamnesi, i questionari ai genitori, la valutazione degli insegnanti, gli screening. L�utilizzo di test di screening predittivi di DSA somministrati prima dell�ingresso alla scuola primaria rimane un argomento ancora controverso e in via di definizione: al momento esistono subtest per singole abilit� non raggruppabili in un�unica batteria di screening, come la batteria GRTR, la cui validit� � stata accertata, come riportato dalla letteratura riferita a casistica di lingua inglese27. Gli interventi riabilitativi prevedono poi l�uso di misure compensative (far usare sussidi audiovisivi e informatici: audioregistratore con cuffia o lettore mp3, computer, lettori digitali, fare registrare le lezioni, scrivere alla lavagna in grande e in stampatello maiuscolo poche parole chiave ecc.) e dispensative (non far leggere l�alunno ad alta voce, fare verifiche prevalentemente orali, non assegnare troppi compiti a casa ecc.). I piani didattici, svolti da insegnanti preparati a questo scopo, devono essere intensivi con sessioni individuali o in piccoli gruppi: comprendono esercizi per lo sviluppo del lessico e la lettura di testi e attivit� tese a favorire le abilit� metafonologiche (segmentazione e fusione fonemica) e l�associazione tra grafemi e fonemi. Gli studi a disposizione sono concordi nel sostenere nell�immediato una moderata efficacia di questi interventi, ma non sono disponibili studi di follow-up a lungo termine per quantificare il mantenimento nel tempo degli esiti osservati1,27.
L�altra patologia che � risultata misconosciuta � l�ADHD (solo 2 casi su 6 previsti): nel caso dell�ADHD abbiamo effettuato il calcolo degli attesi tra i nostri assistiti di et� 6-14 anni applicando il valore di prevalenza dell�1% suggerito dal MIUR che, per�, � riferito all�intera popolazione scolastica Il MIUR ha specificato di basarsi su fonti ISS il quale, a sua volta, nel capitolo dedicato all�epidemiologia dell�ADHD e consultabile all�indirizzo http://www.iss.it/adhd/index.php?lang=1&id=234&tipo=1, conclude che �...Si pu� estrapolare per la popolazione italiana nella fascia d�et� 6-18 anni una prevalenza intorno all�1%�.
Fra gli studi citati, il pi� significativo per la dimensione del campione appare quello di Cesena del 2003, che riporta una prevalenza del 1,1% su una popolazione di oltre 11.980 bambini di et� 7-14 anni21, e quello di San Don� di Piave che registra una prevalenza del 1,2% su una popolazione di quasi 24.000 bambini15. Sulla basi di queste considerazioni e in assenza di dati regionali che facciano ipotizzare prevalenze diverse da quelle riportate, abbiamo ritenuto corretto applicare il valore di prevalenza dell�1% al campione dei nostri assistiti di et� 6-14 anni e ne abbiamo ricavato un dato non congruo, anche in questo caso da attribuire a una mancata rilevazione diagnostica da parte dei Servizi.
Appare utile una maggiore attenzione su questa patologia da parte di insegnanti e pediatri (master, corsi di aggiornamento auspicati dal decreto ministeriale del 27/12/2012 al paragrafo 1.6) onde evitare di disconoscere diagnosi facili ma anche di sovraccaricare i Servizi con segnalazioni errate. Per ultimo, vogliamo sottolineare l�importanza di questo tipo di ricerche epidemiologiche nella medicina di base; oggi sono diventate pi� semplici grazie all�utilizzo del computer il quale, attraverso un oculato uso della registrazione dei dati, ci fornisce un grande aiuto a migliorare la pratica clinica. Dal rilievo e dall�analisi di un dato statistico (mancato riconoscimento di disabilit� lieve, FIL, ADHD) sono emerse interessanti considerazioni che riguardano il pediatra di libera scelta, la scuola, il Centro ASL di riferimento, l�organizzazione dei Servizi in generale. Riteniamo pertanto auspicabile una diffusione di questa metodica di rilevazione dei dati sul territorio, da parte dei medici delle Cure Primarie, come primo momento per il riconoscimento di un bisogno.
Conflitto di interessi: nessuno
Fondi: questo manoscritto non ha ricevuto aiuti finanziari
Ringraziamenti: gli Autori ringraziano il Dr. Pietro Panei dell�Istituto Superiore di Sanit�, responsabile del Registro nazionale dell�ADHD, per averci fornito i dati di prevalenza della patologia; il Dr. Giampiero Saladino, direttore del Corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale di Modica; l�ispettrice Giovanna Criscione e il Prof. Assenza dell�Ufficio Scolastico Provinciale di Ragusa, per averci fornito i dati relativi al numero di disabili e alla popolazione scolastica di Ragusa.

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