Un lattante distrofico
1 Clinica Pediatrica, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
2 Dipartimento di Chirurgia Pediatrica, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
3 U.O di Radiologia, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
Indirizzo per corrispondenza: lorenzo.calligaris@inwind.it
La
sensibilità dell'ecografia nella diagnosi della stenosi
ipertrofica del piloro si aggira attorno al 95%, ma può
arrivare al 100% se eseguita da un radiologo esperto; i criteri
diagnostici includono uno spessore maggiore di 4 mm ed una lunghezza
del canale pilorico maggiore di 14 mm. In aggiunta ad un ispessimento
della parete muscolare, l'ecografia può anche evidenziare la
presenza di una mucosa compressa e ridondante che concorre a
determinare un ostacolo al passaggio degli alimenti attraverso il
lume del canale pilorico irrigidito. E' buona regola, se possibile,
eseguire l'indagine lontano dal pasto, per valutare il residuo
gastrico, segno di difficile svuotamento. Un sottile alone ipoecogeno
che circonda la parete gastrica può essere segno di edema
sottosieroso, segno di iniziale sofferenza.
Una radiografia con
mezzo di contrasto non è in genere necessaria e verrà
riservata ai casi in cui l'ecografia non risulta dirimente (4).
Ovviamente sarà la clinica a dare una forte indicazione
diagnostica grazie alla storia (vomito persistente e scarsa
crescita).
Una volta confermata la diagnosi e corrette le
eventuali alterazioni elettrolitiche e dell'equilibrio acido-base,
il trattamento prevede l'esecuzione di una pilorotomia
extramucosale. L'approccio chirurgico può essere effettuato
sia per via classica che per via laporoscopica, approccio che
consentire in alcune occasioni una riduzione dei tempi di recupero,
senza un sostanziale aumento delle complicanze e dei costi (5-8). I
tempi dell'alimentazione post-intervento, in accordo con recenti
segnalazioni, sembrano indirizzare verso una rialimentazione “ad
libitum” precoce (dopo le prime 4 ore) (9-11). L'uso dell'atropina
nella stenosi ipertrofica del piloro (12) al momento non appare
ancora sovrapponibile, sia in termini di efficacia e che di rapidità
di risoluzione del quadro, rispetto al “classico” approccio
chirurgico.
La bambina è stata sottoposta ad intervento di
pilorotomia extramucosale con accesso ombelicale (Figura 3). Nei
giorni successivi all'intervento, con una progressiva
reintroduzione dell'alimentazione, abbiamo assistito ad un recupero
ponderale soddisfacente e ad un progressivo miglioramento delle
condizioni generali.
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