Dalla clinica all'esame strumentale: un ragazzo con sepsi e dolore alla gamba
1 Clinica Pediatrica, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
2 Unità Operative di Pediatria Ospedale di Gorizia-Monfalcone
3 U.O. di Radiologia, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
4 Dipartimento di Chirurgia Pediatrica, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
Indirizzo per corrispondenza: zemira79@hotmail.com
In effetti, ciascuno di questi esami può dare un importante contributo diagnostico anche se vanno considerate alcune differenze in termini di sospetto diagnostico, tempistica e finalità.
- Laradiografia standard può essere considerata un buon
strumento diagnostico nel sospetto di osteomielite ma si dimostra
positiva solo dopo 7-14 gg. dall'esordio sintomatologico; se
eseguita precocemente, infatti, le alterazioni del tessuto osseo
secondarie al processo infettivo non sono ancora individuabili
condizionandone un esito falsamente negativo (2).
- Lascintigrafia insieme alla RMN rappresentano le tecniche
considerate gold-standard per la diagnosi di osteomielite.
L'indagine
scintigrafica (a fronte di una sensibilità e specificità
inferiori rispetto alla RMN) presenta il pregio della panoramicità
dell'indagine che, spesso, può dimostrarsi utile in prima
battuta nella localizzazione del processo infettivo anche nell'ottica
di valutare/escludere l'eventualità di un quadro multifocale
(3).
Non si evidenzia una sostanziale differenza tra i diversi
traccianti disponibili (tecnezio / granulociti marcati); qualche
autore, peraltro, sostiene che l'utilizzo combinato delle due
metodiche potrebbe consentire una migliore accuratezza diagnostica
(4).
- La TAC consente una buona valutazione delle lesioni
ossee ma si dimostra scarsamente informativa sull'eventuale
coinvolgimento dei tessuti molli circostanti. Tale strumento
diagnostico viene, solitamente, utilizzato come guida per procedure
interventistiche quali il drenaggio di raccolte ascessuali.
-
La risonanza magnetica rappresenta, come detto, l'indagine
gold-standard nella diagnosi di osteomielite. Essa, infatti, consente
di valutare con un'elevata definizione anatomica sia le lesioni
ossee che l'eventuale coinvolgimento dei tessuti molli circostanti
(5,6).
Si decide di eseguire la scintigrafia con tecnezio che dà
un esito negativo. Negativa anche la radiografia del bacino e la
radiografia del torace.
A questo punto si decide per il
trasferimento presso il nostro reparto.
Siamo, quindi, di fronte
ad un ragazzo che presenta una febbre di tipo settico (che sembra non
rispondere alla terapia antibiotica in atto) accompagnata da un
importante dolore alla gamba sx. con evidente limitazione funzionale
prevalentemente in adduzione e difficoltà alla deambulazione
(perché dolorosa). Non si apprezzano masse né linfonodi
in sede inguinale bilateralmente. Non segni di edema periferico.
Sul
piano laboratoristico viene confermato il quadro di pancitopenia con
evidenza di un rialzo del d-dimero (8 mg/ml con v.n. >0.5mg/ml);
il ragazzo presenta in corso di puntata febbrile tachipnea con
desaturazione (SaO2 92-94%).
Queste ultime evidenze fanno pensare
ad una embolia polmonare da trombosi venosa profonda (dispnea con
desaturazione, dolore riferito all'inguine, riscontro di un
d-dimero mosso).
Quali
indagini eseguireste in ragione di tale sospetto diagnostico?
-Scintigrafia
ventilazione-perfusione
- Eco
color-doppler
- TAC
torace
- ECG
-Emogas
analisi
